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  • Martina Collu

Il vestito rosso della contessa

Aggiornato il: 27 nov 2020

A quasi due anni dalla sua uscita, ho il piacere di ripresentarvi Il vestito rosso della contessa, romanzo noir edito da Edizioni DrawUp.

È la storia di Alma, un’italiana emigrata a Siviglia con l’illusione di poter finalmente lavorare nel campo dell’assistenza sociale, ma a 35 anni è ancora una semplice “addetta” alle risorse umane affetta da una malattia genetica. Per poter sfuggire alla sua insoddisfazione si lascia coinvolgere, anzi, trascinare, dalle oscure vicende che riguardano una delle famiglie più potenti di Siviglia, la famiglia Medina. I Medina sono i proprietari di Bodegas El Rojo, l’azienda vinicola più conosciuta e apprezzata dell’Andalusia, il cui commercialista è recentemente scomparso. Poche settimane dopo il fatto, scompare misteriosamente anche il figlio di Medina e della contessa Von Hohenfels, Óscar.

Grazie alla coinquilina Irene, diventata la nuova commercialista dell’azienda, Alma fa la conoscenza dell’enigmatica contessa Von Hohenfels e inizia le ricerche di Óscar seguendo lo strampalato itinerario di un rito esoterico che solo il ragazzo sembrava conoscere alla perfezione.

Da subito, Alma e la contessa sviluppano l’una per l’altra un’affinità che sembra scaturire non solo dal momento di profonda angoscia ma soprattutto dall’idea di una genesi comune fra le acque. L’acqua, che per Siviglia è metafora di vita e di morte, per le due donne sarà la soluzione dell’enigma.

Le terribili conseguenze della ricerca del rampollo dei Medina si ripercuotono, naturalmente, anche sugli altri personaggi scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora che metterà a rischio la salute mentale della protagonista.

Si tratta di un libro dalle caratteristiche fluide, tra il noir, il thriller e il ritratto psicologico dei personaggi, non privo di momenti di ironia, qualità che lo rende facilmente apprezzabile a diversi tipi di lettore/lettrice.

Nonostante la mia scrittura sia molto cambiata dalla stesura di questo romanzo, la storia di Alma è, per certi versi, la sintesi perfetta del mio vissuto a Siviglia. Cruda realtà, fantasia e leggende, tradizioni e anticonformismo, passione e cinismo, fervente ispirazione e ossessione, che in un battito di ciglia non ci sono più, ma di cui sento ancora le voci. No, io non sono pazza, checché ne dicano alcuni, ma forse Alma un po’ sì. Starà a chi leggerà deciderlo, in attesa di un… sequel.






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