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  • Martina Collu

Una distesa di fiori viola con le spine...

Una distesa di fiori viola con le spine è tutto ciò che ricordo. Il bagliore dorato della cicoria selvatica sorge con le sue teste bionde da un letto viola infinito e vorrei dormire, stendermi, lunga e immobile come un Cabezudo esausto dal tanto sfilare e ballare e tenersi stretto il suo sgraziato corpo di cartapesta, la sua grande faccia sbilenca. Il ronzio dei calabroni è assordante e, senza sforzo, copre lo scorrere lontano del traffico di quest’ora ancora calda che evapora verso sera, quando il piccolo gigante svestirà la sua testa ridicola e la poserà cautamente tra gli oggetti desueti dentro la sua bottega dell’abbandono. Come se potesse riusarla, la sua enorme faccia sgangherata. Come se potesse affidarsi a ricordi smarriti, annacquati dentro grandi occhi ferventi d’immaginazione. Cosa sia davvero accaduto non ha importanza, fantasticare è una distrazione più ammaliante e urgente della quieta realtà. È un agitarsi convulso di immagini che insistono prepotenti per diventare parola, mentre le orecchie fischiano e le iridi si ritirano nel loro cantuccio sicuro, lontano dalla forma, dalla consistenza, dall’odore dei fiori viola con le spine. Toccare non è permesso, urlare è un lusso che labbra e lingua secche non possono concedersi. Non posso vedere la parata davanti alla mia faccia di cartapesta e quando svestirò i panni di sagoma burlesca e patetica sarà troppo tardi. Nessuno mi prende per mano per scappare da questo presente troppo fitto, soffocante. Nessuno si occupa di me, del mio gridare muto dentro un palmo che non posso sapere a chi appartiene. Il respiro che diventa sibilo e lentamente asfissia non lo sente nessuno. Io la faccia insanguinata del gitano non la ricordo. Il suo nome non l’ho mai sentito pronunciare, né ho mai intravisto la morte posarsi sui suoi occhi. Eppure c’è qualcos’altro, risuona nel vuoto della mia grande testa inutilmente, perché capire non serve più se da quando ci si è interrogati è passato troppo tempo.

Tratto da Il Gitano, Nulla Die Edizioni, 2020



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